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La struttura del mercato ed i riflessi giuridici

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Descrizione

La crisi del ’29 contribuì a riformare i mercati azionari Nord Americani (soprattutto New York, Chicago, Cincinnati, Philadelphia); il Congresso americano varò importanti novità legislative, istituì un’autorità indipendente per vigilare sui mercati, iniziò il percorso che anni dopo condusse al National Market System. Questo modello di mercato (composto da aspetti tecnici, da regole e principi giuridici) è stato assorbito nel resto del mondo in quanto rappresentava il mercato azionario più importante, a maggior capitalizzazione, dove erano quotate le maggiori imprese del mondo. Uno dei pilastri del modello è la disciplina generale dell’informazione. L’informazione ha sempre avuto un ruolo centrale nei mercati e grazie alla teoria della “efficienza dei mercati” (sviluppata da E. Fama nel 1970) si è dotata di una base teorica che grandemente ha contribuito al suo diffondersi; così da attirare anche l’attenzione del legislatore. Le informazioni che una società deve fornire per accedere alla quotazione, le informazioni per emettere prodotti finanziari, le informazioni relative agli assetti proprietari, le informazioni circa il governo societario, la disciplina delle informazioni riservare e dell’insider trading, le informazioni fornite dai mercati e relative all’attività di negoziazione, le informazioni finanziarie e non, sono parti di un impianto oggi diffuso in tutti i mercati. A fronte di questa uniformità gli ordinamenti giuridici appaiono omologati, in quanto strumentali all’efficienza dei mercati: canone comune e condiviso, canone in grado di accomunare gli Stati Uniti, l’Europa, la Cina, Singapore, l’Australia. Eppure, le radici degli ordinamenti giuridici trovano, di tanto in tanto, il loro spazio identitario, distinguendosi gli uni dagli altri e distinguendo, infine, i mercati.

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